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  Emilia-Romagna
a cura dell'Istituto Geografico De Agostini S.p.A.

Emilia-Romagna:
Numero Province: 9
Numero Comuni: 341
Popolazione: 3.983.346
Superficie territorio: 22.124 kmq

Sito ufficiale: Regione Emilia-Romagna
 

L'Emilia-Romagna è una regione dell'Italia settentrionale di 4 milioni di abitanti, con capoluogo Bologna. Confina a est con il Mar Adriatico, a nord con il Veneto e la Lombardia, a ovest con il Piemonte e la Liguria, a sud con la Toscana, le Marche nonché la repubblica di San Marino. Essa è composta dall'unione di due regioni storiche, l'Emilia, che comprende le provincie di Piacenza, Parma, Reggio, Modena e parte della provincia di Bologna con il capoluogo, e la Romagna con le rimanenti provincie di Ravenna, Rimini, Forli - Cesena e la parte orientale della provincia di Bologna. La Romagna storica comprende peraltro territori nelle Marche e in Toscana.

La regione è suddivisa in nove province: Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.

Le origini del nome:
Nel II secolo a.C. si costruì in onore del console romano Marco Emilio Lepido una strada che collegava Rimini a Piacenza e si chiamò Aemilia. Da questa strada è stato dato il nome alla Regione. Nel VI secolo d.C. i Romani persero questo territorio che venne spartito tra i Longobardi e i Bizantini, chiamando rispettivamente queste terre Longobardia e Romania. La zona dell’attuale Romagna era di dominio bizantino. Con l’unità d’Italia, alla Regione venne ridato il nome originario di Emilia. Solo nel 1947 è stato assegnato l’attuale nome di Emilia Romagna.

Rilievi - Valichi - Coste - Isole:
Nella parte meridionale della Regione ci sono le montagne appenniniche, non molto alte, formate da rocce friabili e facilmente erose dalle acque, con frequenti frane e fitti solchi nella roccia. Il tratto dell’Appennino Ligure confina con il Monte Maggioresca (1799 m.). L’Appennino Tosco-Emiliano si vede come un’appassita catena montuosa, nella quale partono moltissimi solchi e insenature in direzione del Po. Le cime più importanti sono il Monte Cimone e il Monte Cusna che superano di poco i 2000 m. Le varie sezione di Appennino prendono il nome delle provincie confinanti, come l’Appennino Piacentino, Parmense, Reggiano Modenese, Bolognese, Romagnolo. Alcuni valichi congiungono l’Emilia Romagna con la Toscana e la Liguria. Tra quelli toscani ricordiamo il Passo della Cisa, il Passo Cerretto, il Passo dell’Abetone, il Passo della Futa ; il più importante passo che porta in Liguria è Passo di Cento Croci. La pianura, è formata dalla parte meridionale della Pianura Padana. Da ovest verso est la pianura va allargandosi sempre più, fino ad arrivare alla costa adriatica con una larghezza maggiore di quella lombardo-veneta. Le terre di questa pianura sono molto fertili.

Paesaggio:
La conformazione della Regione si presenta divisa un due sezioni completamente differenti l’una dall’altra: la prima, situata nella parte meridionale della Regione, è tutta montuosa e collinosa; la seconda, quella settentrionale, è tutta pianeggiante. La montagna è caratterizzata da un senso di abbandono e solitudine, mettendosi in netto contrasto con la natura che invece si presenta molto abitata, ricca di varie coltivazioni, con strade piene di traffico e con diversi fiumi e canali che possono irrigare la campagna. I frutteti si coltivano a perdita d’occhio e i campi con le vecchie fattorie abbelliscono questi paesaggi coloratissimi. Anche sul litorale adriatico troviamo due aspetti contrastanti: quello selvaggio e silenzioso delle valli e delle lagune e quello delle spiagge sovraffollate che moltissime strutture turistiche lungo il litarale costiero.

Agricoltura - Allevamento - Pesca:
L’agricoltura della Regione è tra le più avanzate d’Italia. Troviamo una grande varietà di prodotti, e una particolare abbondanza di alcuni di essi. Questo primato si deve alla posizione geografica e climatica favorevole e anche perché si usano moderne tecniche di coltivazione e di organizzazione di vendita delle stesse. L’Emilia Romagna prospera nelle colture di frumento e barbabietole da zucchero; ai vertici della produzione di riso, orzo, vino e frutta. Proprio nel settore della frutta grosse coltivazioni sono quelle di pesche, susine, ciliege, albicocche e pere. Nel settore vinicolo, ci sono alcuni vini pregiatissimi come il Lambrusco, il San Giovese, l’Albana. Tra gli ortaggi si hanno notevoli quantità di cipolle, piselli e pomodori. Sono coltivate inoltre la canapa e il lino. L’allevamento più praticato è quello di bovini e suini. L’Emilia Romagna produce un quinto del prodotto nazionale del bestiame macellato, e un sesto del latte. La carne suina viene utilizzata per la produzione di salumi. Dal latte vengono prodotti i tradizionali formaggi: grana e parmigiano. Anche l’allevamento di polli è sviluppato. La zona più intensa nella attività della pesca è quella delle Valli di Comacchio, dove si allevano e si pescano le anguille. La pesca di mare fornisce soprattutto pesce azzurro.

Industria - Turismo:
Caratteristica dell’industria emiliano-romagnola, è la mancanza di grandi complessi industriali, ed è legata esclusivamente ai prodotti agricoli e di allevamento. Le industrie più importanti sono quelle alimentari (vinicole, conserviere, casearie, zuccherifici e salumifici), oltre a quelle chimiche e meccaniche. Da ricordare la fabbrica di Maranello della Ferrari. Gli impianti industriali chimici oltre a lavorare il petrolio importato, lavorano anche il metano estratto nella pianura romagnola. Un certo peso nell’economia di questa Regione ce l’hanno anche i settori dell’abbigliamento, dei farmaceutici e delle ceramiche. Il turismo regionale rappresenta un settore molto importante.

L'Emilia Romagna rappresenta la linea di confine tra Italia settentrionale e Italia centrale. È una terra di contrasti tra città e provincia, pianure e colli boscosi, nebbie invernali e soleggiate giornate estive.

Il turista potrà apprezzare grandi città come Bologna, Modena e Reggio Emilia e città d'arte quali Parma, Ravenna e Ferrara. Montagna e mare rappresentano un ulteriore importante contrasto tra le notissime spiagge della Riviera Romagnola e le località sciistiche del comprensorio del Cimone facente parte dell'appennino tosco-emiliano.

Migliaia di strutture alberghiere, ristoranti e locali di ogni genere, sono distribuiti lungo i 70 chilometri di spiaggia compresa tra Ravenna e Cattolica. Interesse di richiamo è anche il patrimonio artistico delle città emiliane e le varie città di cura termale come Salsomaggiore o Porretta Terme.

Posizione e Confine:
La regione è situata tra il Mare Adriatico, il Po e l’Appennino. L’Emilia Romagna confina a nord con il Veneto e la Lombarda, a est con il Mare Adriatico, a sud con le Marche, la Toscana, il piccolo Stato di S.Marino e un breve tratto di Liguria. A ovest confifina con la Liguria, la Lombardia e un piccolo tratto di Piemonte.

Fiumi - Laghi:
I fiumi si dividono in affluenti e sub-affluenti del Po e quelli che sfociano nel mare direttamente. Oltre al Po, ricordiamo i suoi affluenti: la Trebbia, il Panaro, il Parma, l’Enza, la Secchia e il Taro. I fiumi che sfociano direttamente nel Mare Adriatico sono il Reno e il Marecchia. La particolarità di questi fiumi è il loro carattere torrentizio, vale a dire asciutti d’estate e soggetti a piene d’inverno.

Clima:
Il clima è caratterizzato da estati calde e afose e inverni rigidi con abbondanti precipitazioni e frequenti giornate di nebbia e gelo. Lungo il litorale Adriatico il clima è più mite; sulle montagne cadono abbondanti piogge e nevicate, mentre anche in pianura nevica ma la neve si scioglie subito.

Popolazione:
La popolazione sceglie di spostarsi dalle montagne alla pianura specialmente lungo la zona della fascia costiera, senza comunque creare grossi agglomerati, ma distribuendosi in modo equilibrato. L’unica eccezzione è per Bologna che supera i 400 mila abitanti, mentre le altre grandi città si aggirano tra i 100 e i 180 mila abitanti. Da notare il fatto curioso che 8 capoluoghi, escluse Ravenna e Ferrara, sorgono lungo la via Emilia che rappresenta la via principale della Regione. Proprio in questa importante via di comunicazione, le concentrazioni di abitanti non raggiungono mai i livelli di sovraffollamento, ma rimangono vivibili.

Comunicazioni:
L’asse stradale principale della Regione è ancora la via Emilia. Ad essa sono parallelamente sviluppate tutte le più grosse città dell’Emilia Romagna, oltre che le reti ferroviarie e autostradali. Da queste grandi arterie di comunicazione partono le varie ramificazioni verso le Regioni confinanti. Bologna è il più grande svincolo stradale dove confluiscono tutte le vie di comunicazione. Ci sono due aeroporti, uno a Bologna (Borgo Panigale) e l’altro a Rimini.

Gastronomia:
Più che di una cucina regionale, in Emilia Romagna si dovrebbe parlare di una costellazione di cucine, che è il risultato di quasi otto secoli di autonomia delle città emiliane. Perno della cucina emiliana sono i primi piatti. Innanzi tutto le tagliatelle, di sfoglia sottile e soda (la farina va smorzata solo con le uova; non è ammessa una sola goccia d'acqua), che si condiscono con il ragù alla bolognese a base di carne e pomodoro o con prosciutto a dadini soffritto nel burro. Una variante sono le tagliatelle verdi, nel cui impasto entra la bietola o lo spinacio. Particolarmente gustose e delicate sono poi le tagliatelle verdi all'ortica (si prendono le cime tenere delle ortiche, si lessano e poi si adoperano al posto degli spinaci). Vessillo della cucina bolognese e modenese, i tortellini appartengono alla grande famiglia delle sfoglie ripiene di ingredienti più o meno nobili. Li si consuma in brodo di carne, ma anche con panna o al ragù. Per quanto riguarda i piatti di mezzo, l'Emilia è altrettanto dotata: la cotoletta alla bolognese è una variante ricca della cotoletta alla milanese; la fesa di vitello (cotta nel burro con prosciutto, formaggio grana e tartufo) è un rispettabile esempio di Grande Cuisine tradotta in petroniano. Particolari sono la "picula d' caval" (piatto a base di carne trita di cavallo) e lo stracotto d'asinina di Piacenza. Diffuso lungo il Po è il consumo dell'anguilla. Infine va ricordato che, per la cotoletta alla bolognese, non si usa assolutamente il tacchino ma il vitello; che il prosciutto ed il formaggio non vanno rosolati con la carne; che, una volta preparata, la cotoletta va passata al forno aggiungendo il prosciutto e scaglie di grana (non troppo stagionato perché fonde meglio).

 
 
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