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  Marche
a cura dell'Istituto Geografico De Agostini S.p.A.

Marche:
Numero Province: 4
Numero Comuni: 246
Popolazione: 1.470.581
Superficie territorio: 9.694 kmq

Sito ufficiale: Regione Marche

Le Marche, regione italiana dell'Italia Centrale, conta circa 1,4 milioni di abitanti. Il capoluogo di regione delle Marche è Ancona. Le marche confinano con l'Emilia-Romagna, la Toscana, l'Umbria, l'Abruzzo, il Lazio e il Mar Adriatico.

La regione è suddivisa in quattro province: Pesaro e Urbino, Ancona, Macerata e Ascoli Piceno.

Le origini del nome:
Ancora prima dell’arrivo dei Romani, abitavano la Regione i Piceni, una popolazione di origine italica, nelle colline e i Galli Senoni confinati lungo il litorale costiero. Con le conquiste da parte dei Romani questa zona venne chiamata, conservando il nome dagli abitatori, Picenum. Ci vollero circa dieci secoli perché si potesse chiamare Marche. Nella lingua antica tedesca ‘Mark’ significa regione di confine. Difatti le Marche divennero zona di confine con il Sacro Romano Impero. I feudi che gli imperatori davano ai nobili da condurre di chiamavano marchesati, da cui presero il nome la Marca di Fano, la Marca di Camerino, la Marca di Ancona. Ecco spiegata la ragione del perché oggi pur essendo una singola regione, ha il nome al plurale.

Rilievi - Valichi - Coste - Isole:
Le Marche sono attraversate dall’Appennino Umbro-Marchigiano, dove viene separato a Forca Capine, dall’Appennino Tosco-Emiliano. Nel territorio settentrionale le cime più alte non superano i 2000 m, ma scendendo verso sud troviamo la catena dei Monti Sibillini, con il Monte Vettore che è vetta più alta della Regione (2478 m.). Il paesaggio desolato si presenta con distese montuose spoglie di vegetazione, dove spuntano le nude rocce calcaree, insieme a piccole zone di cespugli, interrotte da qualche bosco. La zona collinare forma una fascia territoriale larga dai 20 a 30 km dalla costa.
L’altezza delle colline si aggira intorno ai 400 m a causa dell’acqua che per anni ha corroso le rocce calcaree e argillose delle montagne; spesso troviamo delle zone con frequenti dislivelli irregolari e piccole valli sparse.
Vista di Castigliano (Ascoli Piceno), costruito su un colle nella Valle del Tesino.

Nell’Appennino troviamo molti valichi che permettono il passaggio all’Umbria. I più importanti sono il Passo della Scheggia, la Bocca Serriola, il Fossato di Vico e il Colfiorito. Il litorale adriatico bagna la costa per circa 170 km; si presenta in un panorama piatto e rettilineo, con le spiagge sabbiose e ciottolate. L’unico punto dove è interrotta, è quello del promontorio del Monte Conero (572 m.). In questo punto della costa si è formato un piccolo golfo, nel quale si è sviluppato il porto di Ancona.

Paesaggio:
Il territorio è essenzialmente montuoso collinare per un terzo della Regione. L’impressione di queste montagne è che sembrano state tirate da un enorme pettine verso la costa adriatica, lasciando dei profondi solchi paralleli. Scendendo dai pendii più alti c’è la zona collinare dove sono costruiti piccoli villaggi, sia medioevali che moderni, case coloniche isolate, stazioni militari ed edifici sacri. La parte collinare scende proprio fino alla costa dove si puè notare una piccola striscia pianeggiante. Nelle Marche non esistono delle vere e proprie pianure, ma degli appezzamenti non molto grandi, sparsi nel litorale adriatico.

Agricoltura - Allevamento - Pesca:
Molti degli abitanti marchigiani lavorano ancora nell’agricoltura e tenacemente continuano a coltivare le terre povere e aride delle colline. Si producono principalmente orzo e frumento, barbabietole da zucchero, patate e frutta in genere. Si trovano nelle zone collinari delle piantagioni di viti che non producono grosse quantità di vino, ma in alcuni tipi di uva offrono una buona qualità. Le olive sono un’altra coltura, anche se non in quantità elevate, famose più che per l’olio, sono per la qualità di quelle da tavola. Buone sono le produzioni di foraggio usato per gli allevamenti dei suini.

Industria - Turismo:
Tutti situati nella costa, gli impianti industriali non sono molto sviluppati; i principali sono i cantieri navali di Ancona e San Benedetto del Tronto, le raffinerie di petrolio di Falconara Marittima e gli impianti chimici di Ancona e Civitanova. Le piccole aziende invece sono sparse un po' in tutto il territorio con impianti calzaturieri, tessili, mobilifici e di macchinari. La produzione di calzature è rilevante in tutto il territorio italiano. Legata alla produzione agricola, le industrie alimentari trovano sbocco con gli zuccherifici, oleifici, produzione di carne suina insaccata. Caratteristiche sono le ceramiche di Urbino, Pesaro e Recanati. Da ricordare la produzione di strumenti musicali e gli impianti di carta di Fabriano.
La pesca nella costa delle Marche è molto fiorente; infatti la Regione trova i primi posti nella quantità di pesce pescato.

Oltre che al pesce nell’Adriatico, le imbarcazioni più grosse dotate di apparecchiature elettroniche e celle frigorifere per la conservazione del pesce, scendono nelle Mediterraneo fino a uscire nelle acque atlantiche. In numerose località costiere il turismo trova un alto reddito, grazie ai turisti anche europei. Le città come Urbino ricca per meraviglie storiche e la Santa Casa di Loreto meta di pellegrinaggi religiosi, sono forti richiami turistici.

Le Marche posizionate tra il Mar Adriatico e gli Appennini sono un misto di cittadine antiche, paesini sparsi su colline e litorali sabbiosi.

Tra le città d'arte più significative ricordiamo Urbino, terra natale di Federico da Montefeltro, con i suoi tesori architettonici tra i quali il Palazzo ducale.

Gli amanti delle vacanze al mare potranno visitare la caratteristica Riviera del Conero, mentre chi volesse recarsi in montagna potrà visitare le cime innevate dei Monti Sibillini.

Posizione e Confine:
Il territorio marchigiano è situato tra l’Appennino Umbro-Marchigiano e il Mare Adriatico ed è compreso tra il fiume Foglia a nord e il Tronto a sud. I confini sono: a nord con la Repubblica di S.Marino e l’Emilia Romagna, a est con il Mare Adriatico, a sud con gli Abruzzi e il Lazio, a ovest con l’Umbria e la Toscana.

Fiumi - Laghi:
I fiumi del territorio sono a regime torrentizio nella distanza che divide l’Appennino dalla costa. Sono soggetti quindi a secche estive e piene d’inverno. I principali fiumi sono: il Potenza, il Metauro, il Chieti, il Tronto, il Foglia.

Clima:
Il promontorio del Conero influisce moltissimo nel clima delle zone costiere. Nella parte settentrionale sopra il Conero le perturbazioni e i venti freddi provenienti da nord, rendono gli inverni molto rigidi. Nelle parte meridionale invece, riparata dal monte, salgono i venti caldi e umidi del sud, rendendo così l’inverno più mite e piovoso. La differenza tra l’inverno e l’estate si sente molto in questa Regione; difatti si hanno degli inverni decisamente freddi delle estati particolarmente calde.

Popolazione:
La popolazione è ben spartita nella zona. Non si vedono ammassamenti urbani come in altre città, ma una suddivisione equa in piccoli centri o case sparse nelle colline del litorale. Le uniche città sviluppate sono Ancona e Pesaro con circa 110 mila abitanti. Un fenomeno che troviamo di frequente anche in altre regioni è lo spostamento degli abitanti delle zone montuose e collinari ai centri più grossi. Molte persone hanno abbandonato le zone montuose e collinari poco fertili per trovare un lavoro più redditizio nelle industrie, nei settori alberghieri o nelle aziende commerciali.

Comunicazioni:
Tutte le vie di comunicazione sorgono lungo la costa. Gli impianti ferroviari e stradali permettono il collegamento tra Ancona con Bologna e Bari lungo tutto il litorale della penisola. Solo un linea ferroviaria passa per l’Appennino e collega Ancona con Firenze e Roma. Molte delle strade sono ricalcate dalle vecchie vie romane, come la Via Flaminia e la Via Salaria. Ancona fa capo per i movimenti marittimi che però sono di scarso rilievo.

Gastronomia:
Piuttosto che una cucina, quella delle Marche è una confederazione di cucine. Quelle del Pesarese e del Montefeltro sono strettamente imparentati con la confinante Romagna; così come i piatti della parte meridionale sono influenzati dall'Abruzzo. Le cucine di Ancona e di Macerata hanno un'identità più netta rispetto alle altre. Sovrani dei primi piatti anconetani sono i "vincisgrassi", capostipiti di tutte le lasagne al forno della penisola. Il nome viene fatto risalire ad una storpiatura di quello del generale austriaco Windisch-Graetz, che combatté contro Napoleone; tuttavia, il piatto è già presente nel ricettario del Nebbia, dov'è chiamato "princisgrassi". Tra i secondi piatti del centro della regione vanno ricordati il maiale in porchetta, la trippa, il pollo arrosto "co' lu pilotto" (cioè insaporito da una spessa fetta di lardo), il pollo coi peperoni, l'agnello marinato, la corata d'agnello e la frittata con la mentuccia. Non vanno dimenticate le olive ascolane ripiene di carne, impanate e fritte. Sapori e tecniche rinascimentali si rinvengono nel "sanguinaccio", una miscela di pan grattato, miele, rum, cannella, sapa e scorza d'arancio stipata nel budello di maiale e bollita per mezz'ora. Il brodetto marchigiano è il principe delle zuppe di pesce adriatiche; la versione "rossa" del Pesarese e dell'Anconetano, al pomodoro, diverge da quella "gialla" dell'Ascolano, allo zafferano. Le capitali del brodetto sono San Benedetto del Tronto, Fano, Porto Recanati e Porto San Giorgio.

 
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