Le Marche, regione italiana
dell'Italia Centrale, conta circa 1,4 milioni di abitanti.
Il capoluogo di regione delle Marche è Ancona.
Le marche confinano con l'Emilia-Romagna, la Toscana,
l'Umbria, l'Abruzzo, il Lazio e il Mar Adriatico.
La regione è suddivisa in quattro province: Pesaro
e Urbino, Ancona, Macerata e Ascoli Piceno.
Le origini del nome:
Ancora prima dellarrivo dei Romani, abitavano la
Regione i Piceni, una popolazione di origine italica,
nelle colline e i Galli Senoni confinati lungo il litorale
costiero. Con le conquiste da parte dei Romani questa
zona venne chiamata, conservando il nome dagli abitatori,
Picenum. Ci vollero circa dieci secoli perché si
potesse chiamare Marche. Nella lingua antica tedesca Mark
significa regione di confine. Difatti le Marche divennero
zona di confine con il Sacro Romano Impero. I feudi che
gli imperatori davano ai nobili da condurre di chiamavano
marchesati, da cui presero il nome la Marca di Fano, la
Marca di Camerino, la Marca di Ancona. Ecco spiegata la
ragione del perché oggi pur essendo una singola
regione, ha il nome al plurale.
Rilievi - Valichi - Coste - Isole:
Le Marche sono attraversate dallAppennino Umbro-Marchigiano,
dove viene separato a Forca Capine, dallAppennino
Tosco-Emiliano. Nel territorio settentrionale le cime
più alte non superano i 2000 m, ma scendendo verso
sud troviamo la catena dei Monti Sibillini, con il Monte
Vettore che è vetta più alta della Regione
(2478 m.). Il paesaggio desolato si presenta con distese
montuose spoglie di vegetazione, dove spuntano le nude
rocce calcaree, insieme a piccole zone di cespugli, interrotte
da qualche bosco. La zona collinare forma una fascia territoriale
larga dai 20 a 30 km dalla costa.
Laltezza delle colline si aggira intorno ai 400
m a causa dellacqua che per anni ha corroso le rocce
calcaree e argillose delle montagne; spesso troviamo delle
zone con frequenti dislivelli irregolari e piccole valli
sparse.
Vista di Castigliano (Ascoli Piceno), costruito su un
colle nella Valle del Tesino.
NellAppennino troviamo molti valichi che permettono
il passaggio allUmbria. I più importanti
sono il Passo della Scheggia, la Bocca Serriola, il Fossato
di Vico e il Colfiorito. Il litorale adriatico bagna la
costa per circa 170 km; si presenta in un panorama piatto
e rettilineo, con le spiagge sabbiose e ciottolate. Lunico
punto dove è interrotta, è quello del promontorio
del Monte Conero (572 m.). In questo punto della costa
si è formato un piccolo golfo, nel quale si è
sviluppato il porto di Ancona.
Paesaggio:
Il territorio è essenzialmente montuoso collinare
per un terzo della Regione. Limpressione di queste
montagne è che sembrano state tirate da un enorme
pettine verso la costa adriatica, lasciando dei profondi
solchi paralleli. Scendendo dai pendii più alti
cè la zona collinare dove sono costruiti
piccoli villaggi, sia medioevali che moderni, case coloniche
isolate, stazioni militari ed edifici sacri. La parte
collinare scende proprio fino alla costa dove si puè
notare una piccola striscia pianeggiante. Nelle Marche
non esistono delle vere e proprie pianure, ma degli appezzamenti
non molto grandi, sparsi nel litorale adriatico.
Agricoltura - Allevamento - Pesca:
Molti degli abitanti marchigiani lavorano ancora nellagricoltura
e tenacemente continuano a coltivare le terre povere e
aride delle colline. Si producono principalmente orzo
e frumento, barbabietole da zucchero, patate e frutta
in genere. Si trovano nelle zone collinari delle piantagioni
di viti che non producono grosse quantità di vino,
ma in alcuni tipi di uva offrono una buona qualità.
Le olive sono unaltra coltura, anche se non in quantità
elevate, famose più che per lolio, sono per
la qualità di quelle da tavola. Buone sono le produzioni
di foraggio usato per gli allevamenti dei suini.
Industria - Turismo:
Tutti situati nella costa, gli impianti industriali non
sono molto sviluppati; i principali sono i cantieri navali
di Ancona e San Benedetto del Tronto, le raffinerie di
petrolio di Falconara Marittima e gli impianti chimici
di Ancona e Civitanova. Le piccole aziende invece sono
sparse un po' in tutto il territorio con impianti calzaturieri,
tessili, mobilifici e di macchinari. La produzione di
calzature è rilevante in tutto il territorio italiano.
Legata alla produzione agricola, le industrie alimentari
trovano sbocco con gli zuccherifici, oleifici, produzione
di carne suina insaccata. Caratteristiche sono le ceramiche
di Urbino, Pesaro e Recanati. Da ricordare la produzione
di strumenti musicali e gli impianti di carta di Fabriano.
La pesca nella costa delle Marche è molto fiorente;
infatti la Regione trova i primi posti nella quantità
di pesce pescato.
Oltre che al pesce nellAdriatico, le imbarcazioni
più grosse dotate di apparecchiature elettroniche
e celle frigorifere per la conservazione del pesce, scendono
nelle Mediterraneo fino a uscire nelle acque atlantiche.
In numerose località costiere il turismo trova
un alto reddito, grazie ai turisti anche europei. Le città
come Urbino ricca per meraviglie storiche e la Santa Casa
di Loreto meta di pellegrinaggi religiosi, sono forti
richiami turistici.
Le Marche posizionate tra il Mar Adriatico e gli Appennini
sono un misto di cittadine antiche, paesini sparsi su
colline e litorali sabbiosi.
Tra le città d'arte più significative ricordiamo
Urbino, terra natale di Federico da Montefeltro, con i
suoi tesori architettonici tra i quali il Palazzo ducale.
Gli amanti delle vacanze al mare potranno visitare la
caratteristica Riviera del Conero, mentre chi volesse
recarsi in montagna potrà visitare le cime innevate
dei Monti Sibillini.
Posizione e Confine:
Il territorio marchigiano è situato tra lAppennino
Umbro-Marchigiano e il Mare Adriatico ed è compreso
tra il fiume Foglia a nord e il Tronto a sud. I confini
sono: a nord con la Repubblica di S.Marino e lEmilia
Romagna, a est con il Mare Adriatico, a sud con gli Abruzzi
e il Lazio, a ovest con lUmbria e la Toscana.
Fiumi - Laghi:
I fiumi del territorio sono a regime torrentizio nella
distanza che divide lAppennino dalla costa. Sono
soggetti quindi a secche estive e piene dinverno.
I principali fiumi sono: il Potenza, il Metauro, il Chieti,
il Tronto, il Foglia.
Clima:
Il promontorio del Conero influisce moltissimo nel clima
delle zone costiere. Nella parte settentrionale sopra
il Conero le perturbazioni e i venti freddi provenienti
da nord, rendono gli inverni molto rigidi. Nelle parte
meridionale invece, riparata dal monte, salgono i venti
caldi e umidi del sud, rendendo così linverno
più mite e piovoso. La differenza tra linverno
e lestate si sente molto in questa Regione; difatti
si hanno degli inverni decisamente freddi delle estati
particolarmente calde.
Popolazione:
La popolazione è ben spartita nella zona. Non si
vedono ammassamenti urbani come in altre città,
ma una suddivisione equa in piccoli centri o case sparse
nelle colline del litorale. Le uniche città sviluppate
sono Ancona e Pesaro con circa 110 mila abitanti. Un fenomeno
che troviamo di frequente anche in altre regioni è
lo spostamento degli abitanti delle zone montuose e collinari
ai centri più grossi. Molte persone hanno abbandonato
le zone montuose e collinari poco fertili per trovare
un lavoro più redditizio nelle industrie, nei settori
alberghieri o nelle aziende commerciali.
Comunicazioni:
Tutte le vie di comunicazione sorgono lungo la costa.
Gli impianti ferroviari e stradali permettono il collegamento
tra Ancona con Bologna e Bari lungo tutto il litorale
della penisola. Solo un linea ferroviaria passa per lAppennino
e collega Ancona con Firenze e Roma. Molte delle strade
sono ricalcate dalle vecchie vie romane, come la Via Flaminia
e la Via Salaria. Ancona fa capo per i movimenti marittimi
che però sono di scarso rilievo.
Gastronomia:
Piuttosto che una cucina, quella delle Marche è
una confederazione di cucine. Quelle del Pesarese e del
Montefeltro sono strettamente imparentati con la confinante
Romagna; così come i piatti della parte meridionale
sono influenzati dall'Abruzzo. Le cucine di Ancona e di
Macerata hanno un'identità più netta rispetto
alle altre. Sovrani dei primi piatti anconetani sono i
"vincisgrassi", capostipiti di tutte le lasagne
al forno della penisola. Il nome viene fatto risalire
ad una storpiatura di quello del generale austriaco Windisch-Graetz,
che combatté contro Napoleone; tuttavia, il piatto
è già presente nel ricettario del Nebbia,
dov'è chiamato "princisgrassi". Tra i
secondi piatti del centro della regione vanno ricordati
il maiale in porchetta, la trippa, il pollo arrosto "co'
lu pilotto" (cioè insaporito da una spessa
fetta di lardo), il pollo coi peperoni, l'agnello marinato,
la corata d'agnello e la frittata con la mentuccia. Non
vanno dimenticate le olive ascolane ripiene di carne,
impanate e fritte. Sapori e tecniche rinascimentali si
rinvengono nel "sanguinaccio", una miscela di
pan grattato, miele, rum, cannella, sapa e scorza d'arancio
stipata nel budello di maiale e bollita per mezz'ora.
Il brodetto marchigiano è il principe delle zuppe
di pesce adriatiche; la versione "rossa" del
Pesarese e dell'Anconetano, al pomodoro, diverge da quella
"gialla" dell'Ascolano, allo zafferano. Le capitali
del brodetto sono San Benedetto del Tronto, Fano, Porto
Recanati e Porto San Giorgio.
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